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  • Sara Robin

LA MISURA DEL DESIDERIO


Sono ritornata più volte sul concetto di "legge d'attrazione" nelle fasi più delicate della mia vita. Volevo capire cosa realmente significasse, di quale potere straordinario ero, come pare lo siamo tutti, dotata. Sono rimasta sempre poco convinta dalla facilità, semplicità, ovvietà di cui questa sorta di favola della volontà è rivestita. Ho fatto degli esperimenti, sono andati male e non ho fatto altro che incazzarmi ulteriormente ritrovandomi più scettica di prima.


Allora ho cominciato ad indagare il concetto di desiderio, dalla sua etimologia al significato psichico, mi sono immersa nella complessità della sua natura, nelle citazioni letterarie, ho cercato con dizionario alla mano la differenza dal "bisogno" che anche se sostanziale ha comunque dei tratti che si camuffano bene e non se ne percepisce nettamente il confine.


Il desiderio è l'espressione del bisogno o è un'entità a sé stante che instilla una sensazione di bisogno?

Un casino bestiale.

Ma ho capito che il bisogno si origina dall'interno e il desiderio deriva dallo sguardo verso l'esterno.

Il bisogno include per sua natura un'azione al soddisfacimento, mette la persona in (pre)disposizione a trovare una soluzione per proprio benessere, attiva una modalità che non prevede fallimento.

Il desiderio invece ti porta al di fuori, cambia totalmente l'assetto della disposizione, ti mette nella condizione di mancanza che porta con sé urgenza (ecco la somiglianza con il bisogno), ma genera smarrimento, disperazione, e la disperazione, che per definizione è mancanza di speranza, genera un circolo vizioso di buchi che non si colmano e via a ripetere tutto...


La fregatura del desiderio è che dipende dall'altro al di là di noi.


Il desiderio ti allontana dall'effetto benefico di quello che hai ora nel tuo presente, che certamente può non essere il meglio del meglio, ma è già qualcosa da cui partire. Rischia di svilire ciò che sei e ciò che hai. Se io desidero con sensazione di mancanza, di bramosia, continuerò a riprodurre dei vuoti che continueranno a provocare la sensazione di non soddisfazione.


Ma se io ambisco, solido di me, del mio io, aprendo la porta delle possibilità con i piedi saldi nel pieno di quello che sono e che ho oggi, domani ciò a cui tendo lo sguardo troverà il modo di arrivare a me. Nei tempi che corrono siamo costantemente bombardati dal desiderare qualcosa di diverso, di migliore e questo nel calderone genera ansia e tensione.


Non abbiamo bisogno di questo, facciamo un respiro profondo e troviamo qualcosa che ci riporti dentro noi stessi, perché la ricchezza di cui siamo dotati è la benzina primaria per la realizzazione dei nostri buoni desideri.



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